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Costruire Un Corpo Che Danza, Seminari Di Pratiche Del Movimento

in Corsi

Sei proposte diverse, ciascuna della durata di una settimana.
Riequilibrio muscolare, placement, danza sensibile, danza contemporanea, elementi di arti marziali, pratiche di presenza e mobilità.
Un’occasione unica per regalarsi esperienze fondanti.

Sei diversi insegnamenti, a cura di qualificati ricercatori nell’ambito della pedagogia del movimento.

12-16 luglio
RIEQUILIBRIO MUSCOLARE: IL METODO MONARI a cura di Paola Manzini
h 9.00 – 13.00
Il Metodo Monari è un lavoro sul corpo, sulla struttura muscolare per sciogliere i blocchi e le rigidità che interrompono l’armonia. Mira all’allungamento e all’elasticità dei muscoli posteriori, il cui accorciamento è causa di disturbi alla colonna vertebrale e responsabile dello squilibrio di tutto il corpo.

18-23 luglio
DANZA SENSIBILE IN NATURA / CAMPO DI ULIVI a cura di Claude Coldy
h 6:00-10:00 e 16:00-20:00
La DANZA SENSIBILE® è frutto di un’originale ricerca, iniziata negli anni ‘90 con l’incontro tra Claude Coldy (danzatore e coreografo) e una coppia di osteopati francesi (Jean Louis Dupuy e Marie Guyon). Propone di rivisitare alcune tappe fondamentali dell’evoluzione, rivivendo consapevolmente il processo di verticalizzazione dell’essere umano, in maniera da ritrovare, grazie alla memoria filogenetica risvegliata, le funzioni e le potenzialità contenute nella struttura dei nostri corpi. La Danza Sensibile invita ad entrare nella dimensione profonda del “rallentare”, allena corpo e mente all’ascolto profondo dei messaggi del corpo, propone di partire dall’ascolto sottile per danzare lo spazio interno ed esterno e vivere la propria danza dell’attimo presente, frutto del dialogo dinamico tra movimento interno, sensazioni e loro espressione danzata. La Danza Sensibile è presentata sia attraverso seminari aperti a tutti sia attraverso seminari specifici per terapisti e seminari avanzati per danzatori, attori, artisti dello spettacolo e persone con una pratica collaudata di movimento. La Danza Sensibile è proposta sia in studio che in natura. La pratica della Danza Sensibile in studio permette di esplorarne i fondamenti e di condividerne le dinamiche relazionali attraverso un lavoro di gruppo, di centrale importanza. La Danza Sensibile in natura si nutre del rapporto tra l’essere umano e gli elementi, e nell’equilibrio di questo incontro le proposte della DS assumono per ognuno il valore di esperienze fondanti. Per questo ogni anno sono proposti tre seminari in natura: nella FORESTA NERA in GERMANIA, negli ULIVI a TUSCANIA, nel MARE a MARATEA.

19-23 luglio
PLACEMENT, IDEOKINESI, DANZA a cura di Ursula Stricker
h 9:00 – 13:00
Placement – Sviluppato da Ursula Stricker, è un approccio “olistico”, creativo, meditativo al movimento e allineamento del corpo che si basa sui concetti e sulla filosofia della Ideokinesi che Ursula Stricker ha appreso da André Bernard, a New York, negli anni ‘80, ma anche sui principi della meditazione e su altri approcci corpo-mente-spirito. Placement significa arrivare nel corpo, incontrarsi attraverso il corpo, sviluppare la consapevolezza del corpo, conoscere le leggi della natura, l’anatomia, sviluppare un allineamento equilibrato del corpo, l’agilità e la flessibilità, liberare la creatività. Ideokinesi e Riposo Costruttivo – Ideokinesi è un concetto creato da Mable Todd negli anni Venti a Boston (“The thinking body”, 1937) per bilanciare il sistema scheletrico e migliorare l’equilibrio del sistema muscolare. Il lavoro è focalizzato e costruito sul potere dell’immaginazione. Il Riposo Costruttivo è il cuore della ideokinesi. Nel riposo costruttivo si lavora con immagini studiate sui principi dell’anatomia. L’immaginazione è facilitata attraverso il tocco e l’aiuto tattile.

25-30 luglio
LA DANZA TEDESCA: L’INSEGNAMENTO DI JEAN CEBRON a cura di Virginie Heinen
h 9:00-13:00
Formata giovanissima alla danza presso la scuola superiore Folkwang a Essen in Germania, Virginia Heinen studia soprattutto con Jean Cébron e diventa la sua assistente. Nel seminario che avrà luogo a Tuscania, Virginia Heinen proporrà un lavoro tecnico e di improvvisazione basato principalmente sull’insegnamento della scuola tedesca (metodo Jooss-Leeder basato sui principi di Rudolph Laban e sviluppato da Jean Cébron). Si tratta di un lavoro sulle qualità del movimento (Eukenetik) attraverso l’energia, il tempo e lo spazio (Choreotik). Esplorare i contrasti; prendere coscienza di ogni gesto per renderlo più leggibile; associare le sensazioni del corpo alle nozioni tecniche per raggiungere una maggiore libertà di movimento. Un’attenzione particolare sarà data: – al movimento «respirato» quindi allo scambio perpetuo della tensione e del rilasciamento; – all’economia dell’energia nel movimento; – alla globalità del movimento utilizzando come motore gli appoggi che usano l’energia del suolo come prolungamento e sviluppo della camminata (ispirato dai principi del Kinomichi); – alla mobilità del torso, della colonna vertebrale e delle braccia, fonti di espressività specifici della danza tedesca. L’insegnamento comprenderà anche un lavoro sugli “studi”, una particolarità del metodo Jooss-Leeder dove si imparano, come nella musica, delle successioni di movimenti intorno ad un tema dato.

1-6 agosto
DANZA E ARTI MARZIALI: ELEMENTI DI KINOMICHI a cura di Enrico Tedde
h 9:00-13:00
La danza come opportunità per liberare energia, nuovi stati d’animo, sentimenti e poesia. ll Kinomichi come cammino di studio per riconoscere i principi arcaici del movimento da cui la danza non può prescindere: il contatto con la terra dove la materia si sprigiona e tutte le cose hanno origine, il contatto con il cielo verso cui ci orientiamo per sentirci liberi, percepire la luce e connetterci al cosmo generatore. La pratica permette di sviluppare la capacità di ascolto, di sincronizzare le azioni col proprio partner, di imparare ad economizzare l’energia nel movimento senza inutili blocchi o rigidità e contrazioni muscolari. Il Kinomichi è rivolto a tutti senza limiti di età, e si rivolge anche a coloro che cercano una via naturale ed efficace di riabilitazione psicofisica. Gli artisti in genere trovano nel metodo Kinomichi una pratica integrante della propria professione sia nella soluzione di problemi legati alla affinazione delle proprie abilità fisiche che nel rapporto con il pubblico.

8-20 agosto
PMD-PRESENCE, MOBILITÈ, DANSE: un percorso di formazione, a cura di Hervé Diasnas
h 10:00-13:00 e 15:00-18:00
La full immersion di due settimane inizia un percorso di formazione (6 settimane nell’arco di un anno), che intende trasmettere agli studenti la conoscenza delle principali forme, al fine di consentire al termine del percorso l’accesso ad una pratica personale sufficientemente articolata.
Hervé Diasnas, artista e pedagogo al di fuori della norma, ha condotto per vari anni una ricerca in ambiente acquatico e da essa ha tratto gli elementi per sviluppare una forma di training per danzatori unica nel suo genere: un training che sviluppa energia e rende al corpo naturalezza, cercando sia l’agio sia la forza; un training sensibile e potente costituito da esercizi che si praticano da soli o con altre persone. Il lavoro è a volte molto lento, a volte veloce, preciso e delicato.
Quella che adesso si chiama PMD-Presenza e Mobilità per la Danza (si chiamava LA PRATICA) è un’arte del movimento che giunge a una messa a punto tecnica dinamica nello spazio. Offre parallelamente equilibrio, distensione, vivacità, apertura e concentrazione. Per loro natura facilmente accessibili a tutti, la pratiche di Presenza e Mobilità sviluppano attivamente il potenziale energetico e accrescono le capacità tecniche del danzatore. A questo scopo è anche proposto l’apprendimento di alcune danze corte specifiche, sorta di “scale coreografiche”.
Esiste una progressione nell’apprendimento che va da dentro a fuori, dal proprio corpo allo spazio e alla relazione con gli altri. Ogni fase è affrontata con forme specifiche.
Il LAVORO INTERNO è costituito da diverse pratiche quali massaggio, visualizzazione, circolazione energetica all’interno del corpo. È affrontato uno studio della meccanica corporea, unitamente a uno sviluppo della sensibilità. Il lavoro interno è praticato silenziosamente e lentamente al fine di lasciar sbocciare chiarezza e precisione.
Il LAVORO ESTERNO (tecnica) è costituito da pratiche particolarmente dinamiche che affrontano gli spostamenti nello spazio legati alle nozioni di direzione, orientamento, relazione, velocità, energia, peso e caduta. È nel corso di questa fase che si affrontano le “danze corte”.
Il LAVORO AL SUOLO comprende la sperimentazione di spostamenti e di sequenze coreografiche che attraversano lo spazio sul piano orizzontale.
Il LAVORO CON IL LEGNO insegna a rapportarsi con l’altro: il legno è un partner neutro che ci permette di affinare le nostre competenze. E l’anticamera del LAVORO A DUE.
IL VOLO DANZATO è una delle esperienze della pratica di Hervé Diasnas, ispirata al volo degli storni. insegna a un gruppo di danzatori (o di persone) a orientarsi nello spazio con riferimento alla traiettoria, alla direzione, e all’orientamento del corpo.
Così un gruppo di persone si sposta nello spazio seguendo indicazioni precise e cambiando continuamente percorsi e relazioni reciproche.

Informazioni

Sito: http://www.progettiperlascena.org
E-mail: barbarini.verastasi@gmail.com
Tel: 348 4798951

Dove

Supercinema, Via Giuseppe Garibaldi,1, Tuscania, VT, Italia